(AGENPARL) - Roma, 12 Dicembre 2022 - (AGENPARL) – lun 12 dicembre 2022 Ricoverato al San Giovanni di Dio, ha bisogno di un busto che non può comprare. Scatta la solidarietà di un reparto di Medicina
Poi la lettera: â??Quando lâ??ospedale diventa una famigliaâ?
Scritto da Paola Baroni, lunedì 12 dicembre 2022
Firenze â?? â??Tanti piccoli gesti messi insieme possono fare grandi coseâ?. Un piccolo grande gesto è quanto ha fatto il personale di una Medicina del San Giovanni di Dio per un ragazzo dello Sri Lanka ricoverato nel reparto dellâ??ospedale. La volontà di fare, lâ??emozione di riuscire a farlo e poi la voglia di raccontare tutto in questa lettera che a malapena contiene la gioia di infermieri, operatori socio sanitari, medici di un reparto di ospedale e dei compagni di stanza del ragazzo. A cui si unisce quella del titolare del negozio che di questa storia ha voluto essere parte. Di seguito la lettera.
Quando lâ??ospedale diventa una famiglia
Ospedale San Giovanni di Dio, reparto di Medicina.
Un ragazzo dello Sri Lanka è stato appena ricoverato.
Eâ?? caduto, ha una brutta frattura vertebrale e tanto dolore. Il referto parla chiaro: 40 giorni di prognosi. Dovrà rimanere a letto a riposo.
Ma lui è solo, non ha famiglia in Italia, moglie e figli sono lontani, non parla neppure bene lâ??italiano. Lâ??ortopedico dice che potrà rialzarsi, certo, fra alcuni giorni, quando passerà un poâ?? il dolore, però dovrà indossare un busto, un Camp C-35.
Il busto non è prescrivibile dal sistema sanitario pubblico, quindi dovrà pagarselo di tasca sua e costa molto: circa 300 euro. Quando glielo diciamo, si capisce che lui quei soldi non li ha. Gli altri degenti, nella stanza, seguono attenti, in silenzio, la visita dei medici. A un certo punto accade qualcosa di inaspettato.
I compagni di stanza, con discrezione, chiamano il medico e chiedono di poter contribuire allâ??acquisto del busto.
Poco dopo tra gli infermieri e gli operatori socio-sanitari del reparto si sparge la voce e si accende spontaneamente una piccola grande â??catena di solidarietà â?. Si uniscono a loro volta i medici.
In poche ore si raccolgono i soldi, la cifra è raggiunta, il busto si comprerà . Tanti piccoli gesti messi insieme possono fare grandi cose.
Lâ??infermiera del reparto contatta il negozio di articoli sanitari che, appresi i fatti, non vuole sentirsi da meno e fornisce il busto al paziente applicando uno sconto inusuale.
â??La cosa più bella che puoi fare per te è fare qualcosa per gli altriâ?.
M. Teresa di Calcutta
Paola Baroni
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